LA MAGLIA

La prima casacca della Lazio utilizzata nel gioco del football è legata ad un aneddoto particolare: Luigi Bigiarelli raccoglie in prestito undici maglie tra i suoi amici podisti e canottieri della Lazio. Ogni giocatore indossa una divisa bianca con la scritta “Lazio” realizzata mediante un pennello e vernice, oppure utilizzando delle fettucce di stoffa cucite a mano. In occasione dei Ludi Sportivi del gennaio 1901 la Lazio organizza un torneo di football a tre, con la partecipazione della Veloce e della Forza e Coraggio. Degli incontri non si conoscono i risultati.

1901, la prima casacca personalizzata "Lazio"

La stagione

Chi ha portato il calcio a Roma? Il football in Italia dopo aver toccato le grandi città portuali come Genova, Torino, Milano, Napoli e Palermo fece capolino nella Città Eterna: dopo Genova, Torino, Milano, Napoli e Palermo. Il 9 gennaio 1900 la Lazio nasceva come soda­lizio podistico, mentre il football a Roma non si conosceva ancora nei dettagli e nelle sue regole di gioco. Nell’urbe gli unici a praticarlo, infatti, erano i seminaristi del Collegio Scozzese e quelli del Collegio Irlandese, che avevano il permesso di svagarsi un poco con il gioco tradizionale dei loro Paesi, sfidandosi sui prati del Parco dei Daini a Villa Borghese. Probabilmente il “trait d’union” tra la neonata Società Podistica Lazio ed i seminaristi britannici praticanti del football a Roma, portava il nome di un italiano, naturalizzato francese: Bruno (Brutus) Seghettini, padre italiano e madre francese, socio della polisportiva transalpina “Racing Club de Paris” che nel gennaio 1901 si presentava nella sede della Lazio in Via Valadier civico 6, mostrando ai soci laziali il proprio pallone da football.  Seghettini era curioso di sapere, nella Città Eterna si praticasse anche il football, avendo appreso dai capitolini che questo gioco non era ancora praticato a Roma, decise di raccontare loro gli aneddoti sulle origini e le regole basilari di questo sport nato in Inghilterra, ma soprattutto mostrò lo strumento con cui si giocava: una palla di corda annodata che rimbalzava ogni qualvolta toccava terra. Gli atleti laziali furono subito entusiasti e cominciarono ad esercitarsi sul campo di Piazza D’Armi. Passarono i mesi, la Lazio continuò ad allenarsi e Seghettini si vide ben presto superato in abilità, poiché gli aspiranti calciatori erano anche mezzofondisti, velocisti e marciatori. Dalla Gran Bretagna arrivarono ben presto regolamenti e manuali ufficiali, indispensabili per la pratica del nuovo sport. La Lazio colse l’occasione di allestire un torneo di football in concomitanza con i “Ludi Sportivi al Secolo Nascente” del 1901 a cui parteciparono anche la “Veloce” e la “Forza e Coraggio” (club podisti capitolini). I biancocelesti disputarono la loro prima partita ufficiale il 27 gennaio 1901, come documentato da diversi giornali dell’epoca, tra cui «L’Italia-Sport». Gli atleti della Lazio spiegarono ai podisti della “Veloce” e della “Forza e Coraggio” le regole basilari del gioco ed i fondamentali di questo nuovo sport, requisiti necessari alla partecipazione in questo torneo. L’evento organizzato dalla Lazio è la preziosa testimonianza dell’attività calcistica praticata a Roma e della diffusione del football, grazie ai biancocelesti romani, nel primo Novecento.

La Rosa

Formazione tipo: Balestrieri, Grassi, Pellegrini, D’Amico, Golini, Grifoni, Masini, Bitetti, Ancherani, Pollina, Ricci.

Curiosità

Fondata la Lazio, serviva associare al club uno stemma che rappresentasse la squadra nella documentazione cartacea e nell’oggettistica della società. Nel 1901 si optò per uno scudo “svizzero” su sfondo azzurro diviso da una sbarra obliqua bianca. Il significato araldico dei colori rappresenta la visione celeste e trascendente della vita e il bianco della bellezza senza macchia. Le casacche di quell’epoca sono tutte di foggia diversa, alcune di esse si fregiano del primo logo sociale al centro o all’altezza del cuore.

 

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