LA MAGLIA

ll “Racing Club de France de Paris”, polisportiva parigina caratterizzata dai colori biancocelesti, probabilmente venne presa a modello dagli atleti della Lazio grazie ai racconti di Bruto Seghettini. Ciò potrebbe spiegare la comparsa del celeste abbinato al già presente colore bianco. Si può quindi supporre che la scelta dei colori bianco ed celeste adottati da questo momento in poi sulle maglie della Lazio, oltre che dalla bandiera greca, fosse influenzata anche dalla squadra parigina. Alcuni atleti laziali ci presero gusto a personalizzare le proprie casacche e, oltre alla scritta Lazio, inserirono anche il primo emblema ufficiale del club: lo scudo “svizzero” celeste con banda obliqua bianca.

1902, compare per la prima volta il celeste con il bianco

La stagione

Lo sport a Roma vede gli albori grazie al sodalizio Lazio. Al podismo, al canottaggio, al nuoto e all’escursionismo, si aggiunge un’ulteriore disciplina: il football. Quando la Lazio introduce a Roma questo nuovo sport, nel resto dell’Europa è già abbastanza diffuso, così come lo è nell’Italia settentrionale. Esistono regolamenti ben precisi e si svolgono i primi tornei italiani. I primi incontri a Roma avvengono contro i seminaristi scozzesi, dai quali i calciatori della Lazio imparano ad occupare e controllare le zone del campo ed a passarsi la palla piuttosto che eccedere in personalismi, pur tenendo conto del fatto che i più bravi potessero risolvere in qualsiasi momento la gara (come nel caso di Sante Ancherani, il fuoriclasse di quella squadra).

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