LA MAGLIA

Bellissima e tradizionale, in tutto e per tutto, la divisa della Lazio per la stagione 1930/31. Il modello risulta particolarmente aderente e con un azzeccato punto di colore celeste. Il collo a “V” torna ad essere nelle giuste proporzioni rispetto alle dimensioni della casacca. Il collo ed i polsini sono di colore bianco.

1930/31, l'addio allo stadio della Rondinella

La stagione

La Lazio, dopo gli stenti del campionato precedente, arriva ottava. Ma la stagione si caratterizza soprattutto per l’addio allo stadio della Rondinella. I biancocelesti si trasferiscono allo Stadio Nazionale del Pnf (Partito Nazionale Fascista). La “prima” laziale nel nuovo impianto “Stadio Nazionale” è  l’incontro contro il Milan, disputato l’ 8 marzo 1931. Il derby di ritorno contro la Roma, giocato nel nel nuovo stadio si concluse con un pareggio 2-2.  Il match risultò caratterizzato dal nervosismo dei giallorossi, che avevano la possibilità di agganciare la Juventus in vetta. A fine partita intervenne la forza pubblica nel tentativo di fermare gli incidenti tra le rispettive tifoserie e i giocatori. Tra le note liete da registrare, l’arrivo dal Brasile dei due cugini Fantoni e Pastore che, con tredici gol, fu annoverato tra i migliori attaccanti italiani.

La Rosa

Portieri: Bonadeo, Colombo (IV), Pizzetti, Sclavi. Difensori: Bottacini, Canestri, Foni, A. Mattei (II), L. Saraceni (II), Tognotti, Caimmi, O. Fantoni (II), Furlani. Centrocampisti: Gualerzi (II), Leonardi, Lombardi (II), Magistri, Malatesta, Marcacci, Pardini, Spivach, Valenti. Attaccanti: C. Cevenini (V), De Franco, J. Fantoni (I), Frank, Lamon, A. Mattei (III), Nicolosi, R. Okely (III), E. Rossi, Mazzi, Pastore, Zanni, Ziroli. Allenatore: Molnar.

Curiosità

In linea con l’autarchia vigente furono bandite tutte le espressioni di origine anglo-sassone e quindi anche la parola “football” viene censurata, da questo momento in poi sarà solo “calcio”.

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