LA MAGLIA

La Lazio ripropone, per la terza volta nella sua storia, una maglia di stampo argentino a bande verticali bianche e celesti. Il colore celeste delle bande presente nelle precedenti versioni questa volta si scurisce verso l’azzurro. Il collo a “V” presenta due varianti nella stessa annata, bianco o azzurro.

1938/39, per la terza volta in stile "brasilazio"

La stagione

Torna alla guida del club Remo Zenobi, alfiere di una gestione societaria artigianale, del tutto opposta a quella di Gualdi. E questo si vede subito da una campagna acquisti in tono minore. Eppure la nuova stagione era iniziata sotto i migliori auspici: l’Italia si era aggiudicata per la seconda volta il Mondiale giocato in Francia nel 1938 ed il goleador azzurro è il biancoceleste Silvio Piola. Ma il Piola tornato da Parigi, con il titolo di campione del Mondo, ha le polveri bagnate: segnerà solo 9 gol. La Lazio finirà al decimo posto. A brillare è l’ala Vettraino, proveniente dal settore giovanile. Il 15 gennaio 1939 le reti di Zacconi e Busani consentono ai biancocelesti di espugnare per la prima volta il fortino giallorosso di campo Testaccio.

La Rosa

Portieri: Blason, Giubilo, Nardi, Provera.. Difensori: L. Allemandi (I), Dal Pont, Faotto, Ferrarese, Ferri, A., Gerardi, Giovanardi, Manfrè, Monza (II), Pizzamiglio, Testa, Tofani, Zacconi. Centrocampisti: Baldo, B. Camolese, Capponi, Cobelli, Dagianti, Flamini, Magrelli, Marchini, Milano, Palma, Pastorino, S. Pisa (I), Ramella, Riccardi, Sentinelli, Vanzini. Attaccanti: Barrera, Busani, Capri, Costa, A. Longhi (I), O. Longhi (II), G. Mancini (I), Panagini, Piola, Vettraino. Allenatori: Viola, (poi subentrati) Allemandi (I) e Di Franco Alfredo, (poi subentrato) Kertesz Geza.

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