LA MAGLIA

Per onor di cronaca la casacca della Lazio del campionato 1939/40 si presenta con una gradazione di celeste più carico, tendente all’azzurro. Il colletto è “a girocollo” o con ampio collo “a V” di colore bianco con trama a cannolè e, per la prima volta, un numero in stoffa bianco cucito sulla maglia.

 

 

1939/40, compaiono per la prima volta i numeri sulle casacche

La stagione

La guerra infuria e si gioca ancora con la paura dei bombardamenti (1940). Ed è logico che la mente sia rivolta a questa guerra, così crudele e dolorosa. Sarà questo l’ultimo campionato nazionale in quanto verrà sostituito, nella stagione seguente, da tornei a carattere locale. Silvio Piola, in 22 presenze, segna 21 gol conquistando ancora il titolo di capocannoniere: sono gli ultimi fuochi in maglia biancazzurra, ma nessuno ancora lo sa. a politica gestionale di Zenobi, anche se non consente di sognare, permette alla Lazio un’esistenza tranquilla, ponendo le basi per un futuro agiato, in un momento in cui il Paese sta per esser coinvolto nel dramma della Seconda Guerra Mondiale. Zenobi tenta di trovare una svolta attraverso una mossa simile a quella che l’aveva portato presidente nel 1931 e cioè facendo ricorso al mercato sudamericano. Dall’Argentina vengono così ingaggiati Flamini, Pisa e Barrera, seguiti a breve distanza da Gualtieri e Fazio, tutti elementi di valore tra i quali spiccano soprattutto i primi due che costituiranno una delle migliori coppie di interni dell’epoca. Queste operazioni di mercato si rivelano indovinate, tanto che la Lazio, allenata da Geza Kertesz, si classificherà al 4° posto, un piazzamento ottimo, ottenuto esprimendo un gioco spettacolare e redditizio. Concluso il campionato, otto giorni dopo l’Italia entra di nuovo in guerra.

La Rosa

Portieri: Blason, Giovannini, Giubilo, Provera. Difensori: Agosteo, Di Santo, Dal Pont, Faotto, Ferrarese, Ferri, A., Giovannardi, Marcucci, Monza (II). Centrocampisti: Baldo, B. Camolese, Capponi, Dagianti, Fazio, Flamini, Gualtieri, Milano, Palma, Pancrazio, S. Pisa (I), Ramella, Sforza, Tugnoli. Attaccanti: Aquarone, Barrera, Busani, Costa, D’Orazi, G.C. Ferrari, Lombardini, A. Longhi (I), O. Longhi (II), Morgia, A. Mozzetta (I), Piola, A. Pisa (II), Rossano, Vettraino. Allenatore: Kertesz.

 

Curiosità

Prima di entrare nel secondo conflitto bellico la FIGC apporta alcune novità, tra cui una che cambierà per sempre la concezione di divisa da calcio per chi l’avrebbe indossata e per chi l’avrebbe prodotta materialmente. Nel 1939, per una migliore identificazione dei componenti delle squadre, la Federazione decide di introdurre la numerazione progressiva dal’1 all’11 sulle maglie dei giocatori. Ecco quindi un lavoro in più per il produttore delle casacche che, oltre a confezionarle nel loro aspetto tipico, deve aggiungere i numeri dall’1 al 11.

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