LA MAGLIA

Per la prima volta nella storia della Lazio compare la maglia a polo. Una divisa elegante, arricchita dall’ampio colletto bianco. Allo scollo viene aggiunta la patta, un rinforzo di stoffa che limita la scollatura della casacca. I polsini sono della stessa tonalità di celeste utilizzato per la maglia.

 

 

1948/49, la Lazio piange il "Grande Torino"

La stagione

Il mondo del calcio piange il “Grande Torino”. Il 4 maggio 1949 l’aereo, che riporta nel capoluogo piemontese il Toro, si schianta sulla collina di Superga. Nessun superstite. Una delle squadre più forti di tutti i tempi viene annientata e tutto il mondo la piange. Le ultime quattro giornate sono disputate pro-forma. La Lazio conclude il campionato al tredicesimo posto e, d’ufficio, il tricolore viene assegnato al Grande Torino. Lo stadio Nazionale di Roma sarà intitolato proprio a questa squadra leggendaria. Il mitico portiere Gradella, come Sclavi anni prima, viene scaricato dai dirigenti biancocelesti per un infortunio, ma Uber, pur di non giocare con altre maglie, lascerà il calico.

 

La Rosa

Portieri: Brandolin, Ciampi, Gradella, Monsider. Difensori: Antonazzi, Piacentini, Remondini, Spurio. Centrocampisti: Alzani, C. Brunetti,  De Lazzari, Flamini, Gualtieri, Magrini, Medici, Montanari, Rosati, Tavellin, Todeschini. Attaccanti: L. Bacci, N. Bacci, D’Avino, De Andreis, Hofling, Nyers (II), Penzo (I), Puccinelli. Allenatori: Tognotti, (poi subentrato) Sperone.

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