LA MAGLIA

Da questa stagione il colosso tedesco Adidas subentra alla Pouchain come sponsor tecnico, anche se la Lazio spesso ricorre al materiale tecnico dell’Ennerre. Curiosamente, durante il campionato, viene registrato uno strano alternarsi nella fornitura tecnica dei due marchi sportivi, come era già successo nelle stagioni precedenti. Le prime due giornate di campionato della Lazio vedono i biancocelesti scendere in campo in “azzurro” Adidas. L’azienda del “trifoglio” inizialmente non comprende a pieno i colori della Lazio, tanto da proporre una versione a maniche corte dalla tonalità cromatica esclusivamente azzurra, stile nazionale italiana. I tifosi protestano e la società si vede costretta a far sostituire l’azzurro, con lo storico e tradizionale celeste, disponibile però esclusivamente nella versione invernale dell’Adidas a maniche lunghe. Il compromesso è quello di tornare momentaneamente ad utilizzare le divise celesti Ennerre (le stesse della stagione precedente) dalla terza giornata con il Catania (4-0), fino alla nona con la Spal (1-1). Dalla decima giornata, infatti, la Lazio torna a vestire Adidas, scendendo in campo contro il Bari (3-0) indossando una bellissima casacca celeste in tessuto acetato, con collo “a V” e polsini bianchi. Non potevano di certo mancare le famose tre strisce dell’Adidas che scorrono lungo le maniche. Questa maglia accompagna la Lazio in un ottimo campionato, fino alla ventottesima giornata Lazio-Spal (2-0) quando la società torna alle maniche corte, riproponendo la divisa Adidas azzurra di inizio stagione. Tornano a farsi sentire le lamentele dei tifosi, ma la società, non disponendo più di divise celesti a maniche corte, la società decide di concludere il campionato con la fornitura Adidas (come da contratto biennale). Purtroppo la casacca azzurra verrà ricordata come la maglia del ritorno all’inferno: alla penultima gara del campionato, decisiva per la promozione, Lazio-Vicenza (1-1), l’attaccante laziale Stefano Chiodi calcia sul palo esterno il rigore della promozione in Serie A.

Una prima maglia della stagione, nel particolare colore blu elettrico

Per anni ci si è interrogati sul perchè, l'Adidas inizialmente, nella stagione 1980/81 trascurò la maglia biancoceleste a favore di una casacca dalla tonalità cromatica blu elettrico. Probabilmente il momento drammatico della Lazio ed il comprensibile caos societario influirono su questa discutibile scelta cromatica. Anche la numerazione delle maglie è confusionaria, infatti vengono utilizzati due tipi di font dal materiale diverso. In alcune partite, il numero è quello classico delle stagioni precedenti in plastichina cucito a macchina, mentre in alcune gare viene utilizzato un font in vellutino applicato a caldo, che presenta il logo dell'Adidas inciso nel numero nella parte inferiore dello stesso. All'interno del colletto è cucita l'etichetta che riporta la dicitura "Adidas Ventex".

Una versione delle maglie dei portieri

La divisa del portiere, per la prima volta nella storia della Lazio, si presenta con una doppia tonalità cromatica: in questo caso, la parte inferiore gialla e la parte superiore nera. I paragomiti sulle maniche sono una novità assoluta per le maglie dei portieri, fin qui utilizzate.

Una prima maglia (preparata) della stagione firmata Ennerre, con etichetta "NR-New-Line"

L'Ennerre per alcune partite di campionato fornisce la divisa della stagione precedente. I numeri sono in cotone cuciti a "zig-zag" sulla maglia. La casacca presentata nelle grafiche non è stata mai indossata dalla prima quadra nella versione a maniche lunghe.

La stagione

Correva l’estate 1980, quando la Lazio veniva ingiustamente ed inopinatamente retrocessa in Serie B dalla CAF, nell’ambito del primo processo sportivo sul calcioscommesse. Una retrocessione ingiusta perché a livello sportivo non viene riscontrato alcun coinvolgimento diretto del presidente Umberto Lenzini e/o di altri dirigenti societari ed a livello penale nel successivo processo risultarono tutti assolti con formula piena. E’ un duro colpo per la prima squadra della capitale, a solo sei anni di distanza dalla conquista del titolo di Campione d’Italia e con l’aggravante della squalifica dei gioielli di famiglia, Giordano e Manfredonia, su cui tutto l’ambiente contava per rinverdire in fretta i fasti del recente passato. Il club tuttavia non si perde d’animo, Umberto Lenzini passa la mano al fratello Aldo ed intorno ad Alberto Bigon viene costruita una squadra in grado di risalire subito in Serie A. Nel 1980/81 la Lazio disputa un grande campionato, ma l’immediata promozione s’infrange alla penultima giornata su un maledettissimo palo centrato da Stefano Chiodi su rigore, al suo primo errore dal dischetto, in un Lazio-Vicenza che lascia l’Olimpico letteralmente impietrito. Ma al peggio, si sa, non c’è mai fine.

La Rosa

Portieri: Marigo, Moscatelli, Nardin. Difensori: Citterio, Ghedin, Perrone, Pighin, Pochesci, Simoni, Spinozzi. Centrocampisti: Bigon, Cenci, Farinelli, G. Greco, Manzoni, Mastropasqua, Montesi, Nicoli, Sanguin, Viola, Attaccanti: Albani, Chiodi, Garlaschelli, Marronaro. Allenatore: Castagner.

Curiosità

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