LA MAGLIA

La stagione calcistica 1981/82 si presenta ai nastri di partenza dei campionati di Serie A e B con la novità assoluta nel mondo del calcio degli sponsor commerciali che possono pubblicizzare i propri marchi sulle magliette dei calciatori. Oltre 28 club italiani scendono in campo sfoggiando uno sponsor sul petto ed alcune di queste aziende come Ariston e Barilla saranno fedeli partner per circa un decennio, rispettivamente, di Juventus e Roma. E’ una novità che crea inizialmente molta perplessità tra i tifosi abituati alle maglie immacolate dei loro idoli. Entrano in gioco regolamenti per le misure, in termini di centimetri, sulle scritte e per i loghi da apporre sulle maglie. La Lazio è sponsorizzata dalla Tonini, un’azienda alimentare torinese leader nella produzione di grissini. Un accordo che per il club biancoceleste vale circa 200 milioni di lire, cifra che all’epoca risultava piuttosto cospicua, soprattutto per una squadra militante in Serie B. Lo sponsor Tonini è stampato in rosso sulle maglie, cosa che lascia perplessi molti tifosi. Per quanto riguarda l’abbigliamento tecnico l’Adidas conferma (come da contratto) il suo ultimo anno di fornitura sportiva. Anche per questa stagione l’Adidas realizza tre differenti prime maglie: una versione in cotone, una acetata ed una in lanetta.

La prima maglia della stagione a maniche corte

Fino alla sesta giornata di campionato Lazio-Lecce (4-0) la Lazio indossa la maglia in cotone, con una tonalità celeste tenue. Il collo, i polsini e le tre classiche strisce dell'Adidas sulle maniche sono di colore bianco. Lo sponsor Tonini è di colore rosso stampato sulla maglia con l'utilizzo della serigrafia. Il numero in vellutino è di colore blu navy applicato a caldo.

La prima maglia della stagione, nella versione acetata a maniche lunghe

Dalla settima giornata alla dodicesima la Lazio scende in campo con la maglia acetata invernale della stagione 1980/81. Cambia il materiale del numero, non più in vernicetta ma in vellutino blu navy stampato a caldo. Nella grafica lo sponsor Tonini è quasi scomparso, mentre emerge nella trama della maglia in maniera quasi impercettibile la “T” di Tonini.

La seconda maglia della stagione

La casacca da trasferta è il negativo della prima maglia comparsa dalla settima alla dodicesima giornata. Sponsor Tonini e numerazione sono stampati sul tessuto, con la tecnica della serigrafia.

La prima maglia della stagione acetata con lo sponsor grande, utilizzata nelle amichevoli

Con la liberalizzazione degli sponsor commerciali concessa ai club dalla Federcalcio, le aziende commerciali cercano di acquisire fin da subito maggior visibilità con il proprio marchio. La normativa parla chiaro, non bisogna oltrepassare la misurazione imposta dalla Figc sulle casacche. Ci siamo chiesti in questi anni come mai la Lazio presentasse una maglia prodotta dall’azienda francese Ventex (per conto di Adidas), con lo sponsor Tonini a coprire quasi tutta la totalità della casacca e, quindi, non in linea con le normative di quel tempo. Chiedendo a Felice Pulici se fosse al corrente della grandezza “fuori norma” del marchio Tonini, così ingombrante, il portierone biancoceleste rispose che il “Tonini grande” venne utilizzato per le gare amichevoli, mentre alcuni giocatori della Primavera di allora ricordano di averlo indossato per pochi incontri di campionato.

Una delle divise da portiere della stagione

L'Adidas per i portieri della Lazio mette a disposizione diverse varianti. Le divise si presentano a tinta unita di colore azzurro, verde, rosso e giallo. Inoltre, vengono utilizzate anche le divise della precedente stagione a doppia tonalità, grigio/nera, giallo/nera e verde/nera. Lo sponsor Tonini viene serigrafato sulla maglia nei colori rosso, bianco e nero a seconda del tipo di casacca utilizzata. La casacca esposta nel museo è stata donata dall'ex giocatore della Lazio Stefano Ferretti con certificato di autenticità.

La stagione

Sotto la guida tecnica di Ilario Castagner, confermato nonostante la delusione della stagione precedente, e capitanata da un grande Vincenzo D’Amico, rientrato alla base dopo un anno in prestito al Torino, la Lazio inizia il suo secondo anno di purgatorio cadetto in maniera abbastanza convincente e positiva. Cali di concentrazione, prestazioni discutibili ed uno spogliatoio perennemente in contrasto, però, allontanano ben presto i biancocelesti dai sogni di gloria. E’ così che, pur partita con propositi ambiziosi, nel ritorno la squadra viene sorprendentemente risucchiata nella lotta per la salvezza. Alla penultima giornata la situazione si fa incredibilmente drammatica. E’ il 6 giugno 1982, allo stadio Olimpico si presenta il Varese, in piena lotta per la promozione, mentre la Lazio, reduce da tre sconfitte consecutive, dove assolutamente far propri match e punti per lasciarsi alle spalle la zona caldissima che porterebbe in Serie C. Dopo neanche un quarto d’ora gli ospiti si ritrovano in vantaggio per 2-0. Per i biancocelesti d’improvviso il baratro della Serie C sembra inevitabile. Quando oramai tutti sembravano rassegnati al peggio, sale in cattedra proprio lui, Vincenzo D’Amico, il Golden Boy della Banda ’74, che segna una tripletta fenomenale, ribalta una partita che sembrava segnata, assicura la matematica salvezza alla Lazio e le consente di gettare le basi per risorgere dalle ceneri in cui l’ingrato destino l’aveva gettata.

La Rosa

Portieri: Di Benedetto, Marigo, Moscatelli, Pulici. Difensori: Benini, Chiarenza, Mastropasqua, Mirra, Pighin, Pochesci, Spinozzi. Centrocampisti: Agostinelli, Badiani, Bigon, D’Amico, De Nadai, Ferretti, Montesi, Perinelli, Sanguin, Surro, Viola. Attaccanti: Garlaschelli, Marronaro, Scorza, Speggiorin (I), Vagheggi, Viviani. Allenatori: Castagner, (poi subentrato) Clagluna.

Curiosità

Esclusivamente in occasione del match Spal-Lazio (2-2) del 14 febbraio 1982 i giocatori biancazzurri scesero in campo a Ferrara con un’inedita maglia rossa con il collo “a V”, numero in pelle stile Ennerre e senza sponsor Tonini. Ingrandendo le immagini di repertorio sembra che proprio Michele De Nadai abbia un misterioso logo sul petto (Ennerre o Adidas?), purtroppo le foto in bianco e nero e di scarsa qualità non ci consentono di svelare in modo chiaro e definitivo l’arcano. Sicuramente la Lazio dovette ricorrere a una soluzione d’emergenza per differenziarsi cromaticamente dai colori sociali molto simili degli estensi. Non è escluso che la maglia in esame possa essere la celebre maglia rossa fornitura Nicola Raccuglia, spesso usata alla fine degli Anni ’70 o che possa trattarsi di una divisa rossa prestata dalla Spal.

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