LA MAGLIA

Chinaglia torna alla Lazio con la carica di presidente. La sua esperienza da giocatore quasi decennale negli “States” l’aveva arricchito ulteriormente nel modo di vedere il calcio, anche da un punto di vista manageriale. “Long John” da sportivo in terra USA seguiva lo sport americano come il football americano NFL, basket NBA e baseball MLB, realtà poco sportive e molto manageriali, perché nel continente a stelle e strisce lo sport era da sempre business. Merchandise e marketing, parole di successo in America e parole sconosciute nello sport italiano fino alla fine degli Anni ’80. Chinaglia, fin da primi giorni dal suo insediamento alla presidenza della Lazio, allestiva una struttura preposta all’attività di merchandising, ovvero la vendita del marchio Lazio attraverso un catalogo specializzato ed una rete di vendita. La ditta Marksport di Firenze veniva incaricata di realizzare il catalogo commerciale dei prodotti S.S. Lazio riservato ai propri tifosi. La splendida “maglia bandiera” con l’aquila stilizzata della stagione precedente non convinceva però Giorgio, ancora legato alla casacca di stampo tradizionale a tinta unita stile Anni ’70. Chinaglia spesso, anche da calciatore, aveva consigliato la società su quale tipo di maglie e marchi la Lazio dovesse scegliere, come l’inglese Umbro, da lui stesso caldeggiata nella stagione 1970/71. Il gradimento dei tifosi per la maglia bandiera aveva fatto riflettere l’entourage del marketing della Lazio. Chinaglia, convinto dal marketing, decideva di mantenere il logo con l’aquila stilizzata, ma la spuntava sul ritorno allo stile classico della maglia celeste con bordi bianchi. Si decideva allora di conservare qualcosa della “maglia bandiera” della stagione precedente, racchiudendola all’interno del nuovo logo sociale di forma romboidale realizzato anche a fini commerciali. A questo punto, l’Ennerre si trovava di fronte ad un bel rompicapo da sciogliere, ossia realizzare una maglia tradizionale stile Anni ‘70 , tanto cara a Giorgio, ma che richiamasse (commercialmente parlando) la “maglia bandiera” che tanto successo e riconoscimento aveva trovato. L’aquila stilizzata che precedentemente dominava il petto della maglia, veniva posizionata nelle dimensioni più ridotte sul retro della divisa, all’altezza delle spalle e sopra al numero di riconoscimento del giocatore. Per la prima maglia, la tonalità di celeste prodotta è leggermente più chiara rispetto alla maglia del primo scudetto, infatti i numeri bianchi cuciti sulla maglia, dopo alcune giornate (Lazio-Juventus 0-1 e Lazio-Avellino 2-1) vengono sostituiti da numeri di colore blu navy, più riconoscibili per quel tipo di tonalità utilizzata. Il tessuto della maglia prevalentemente utilizzato risulta  quello in lanetta rasata, la cui composizione tecnica è acrilico. Polsini in maglina bianchi e colletto con ampia fascia celeste. Sponsor istituzionale presente sulla maglia per il secondo anno consecutivo si conferma la Sèleco, leader del mercato dei televisori in Italia del gruppo Zanussi. Il logo Ennerre è in cotone ricamato e cucito sulla maglia. L’emblema del club in vernice è stampato sulla maglia. Lo sponsor Sèleco e l’aquila stilizzata sopra le spalle sono sempre in vernice, di colore blu navy.  I numeri di gara sono realizzati in cotone e cuciti sulla maglia nel classico stile Ennerre a “zig-zag”. La seconda maglia bianca è l’esatto negativo della prima maglia. Per la fornitura delle maglie riservate ai portieri l’Ennerre produce una divisa a tinta unita ma con le maniche di colore differente. I colori più gettonati da Cacciatori ed Orsi sono il modello giallo con le maniche nere, l’amaranto con le maniche grigie, la versione grigia con le maniche nere e la versione verde con maniche grigie.

 

 

 

 

Una prima maglia della stagione, con emblema sociale ricamato

Per questa stagione il logo della Lazio viene stampato in vernice con la tecnica della serigrafia. L'Ennerre però, volle rendere di maggior pregio quello stemma, realizzandolo interamente ricamato per alcune mute dei biancocelesti. Particolare curioso riscontrabile in alcune mute è la contemporanea presenza della patch ricamata applicata sopra lo stemma realizzato in vernicetta.

Una seconda maglia della stagione

La maglia da trasferta è esattamente il negativo della versione casalinga: bianca con colletto e polsini celesti. I numeri da gara sono in cotone di colore blu navy. Per tutta la stagione tranne per le prime partite d'inizio stagione (Verona-Lazio 4-2, Lazio-Inter 3-0, Genoa-Lazio 0-0 e Sampdoria-Lazio 1-1) vengono realizzati di colore celeste in materiale tipo panno. Tutte le maglie invernali prodotte sono in lanetta, la versione a maniche corte è in tessuto misto acrilico/cotone e risulta più leggera al tatto.

Una divisa da portiere della stagione

Per la fornitura delle divise riservate ai portieri l’Ennerre produce diverse varianti nel design e nelle tonalità cromatiche. I colori più gettonati da Cacciatori ed Orsi sono il modello giallo con le maniche blu, l’amaranto con le maniche grigie, la versione grigia con le maniche nere e la versione verde con maniche grigie. Ad inizio stagione il portiere Cacciatori predilige una casacca a tinta unita blu navy con collo “a V” e polsini celesti.

Una prima maglia della stagione, a maniche lunghe

Anche la versione a maniche lunghe per alcune gare presentava il logo ufficiale del club ricamato su una toppina cucita sulla maglia.

Una maglia scelta per il "Chinaglia Day"

Il sogno di Giorgio Chinaglia di tornare alla Lazio da protagonista divenne realtà. Long John, affermato calciatore anche in America e soprattutto testimonial del soccer Usa dal 1976 al 1983, cullava da sempre l’idea di un ritorno da eroe alla Lazio. Giorgio, come spesso aveva confidato ai propri amici, era rimasto molto dispiaciuto di non aver mai salutato i tifosi laziali con una partita d’addio. Poco dopo la sua nomina a presidente, Long John cominciava lavorare alla realizzazione dell’evento chiamato “Chinaglia Day”. Venne contattata la sua ex squadra, i Cosmos, per fare da “sparring partner” alla sua Lazio. L’idea di Giorgio era quella di giocare il primo tempo con la maglia dei Cosmos ed il secondo tempo (l’ultimo, di addio) con la casacca biancoceleste. Un evento “ad hoc” curato nei minimi particolari e con un copione spettacolare, in perfetta sintonia con lo stile americano: con tanto di majorettes, palloncini, tabelloni luminosi che inneggiavano a Giorgio Chinaglia. Domenica 16 ottobre 1983 oltre 40 mila tifosi laziali riempivano l’Olimpico per rendere il proprio tributo all’idolo di sempre, alla sua ultima apparizione in veste di calciatore della Lazio. L’incontro amichevole Lazio-Cosmos, che costituiva il “piatto forte” della festa, veniva presentato in maniera inedita per quei tempi. L’altoparlante annunciava i nomi dei calciatori, che uscirono uno alla volta dal sottopassaggio dello stadio Olimpico all’americana. Per ultimo, ovviamente, spuntava Long John con la maglia e la fascia di capitano dei Cosmos, un’emozione indescrivibile per tutti, il giocatore veniva letteralmente sommerso da centinaia di sostenitori accorsi in campo per abbracciarlo e per consegnargli mazzi di fiori, mentre sventolavano al cielo bandiere laziali ed americane. Curiosamente per l’evento del “Chinaglia Day”, le due squadre scesero in campo con le loro seconde maglie: bianche per la Lazio e blu per i Cosmos.

Una "prototipo" di prima maglia con numerazione bianca. Maglia donata dalla famiglia Fabiani (Marksport)

L'Ennerre diversi mesi prima dell'inizio della nuova stagione, presentava alla Lazio, alcuni prototipi (mai indossati in campo) delle divise per il successivo campionato, che venivano visionati dall'ufficio marketing biancoceleste. Nelle grafiche la maglia presente nel catalogo Marksport dell'epoca.

La stagione

Il 13 luglio 1983 Giorgio Chinaglia viene eletto presidente della Lazio. Arrivano i due stranieri previsti dalle norme vigenti: il brasiliano Joao Batista ed il danese Michael Laudrup. Chinaglia conferma Morrone in panchina. Il campionato parte male, tranne il 3-0 rifilato all’Inter. Le critiche si acuiscono dopo la sconfitta nel derby. Morrone viene contestato aspramente e viene sostituito da Carosi dopo l’ennesimo tracollo a Napoli. Giordano resta fuori per quattro mesi, ma fa in tempo a rientrare nelle ultimi match e siglare i gol decisivi negli scontri diretti con il Napoli ed il Pisa. Il presidente Chinaglia promette al suo popolo: «mai più una stagione cosi!».

 

La Rosa

Portieri: Cacciatori, Ielpo, Marigo, Orsi. Difensori: Calisti, Chiarenza, Della Martira, Filisetti, Manfredonia, Miele, Piscedda, Podavini, Spinozzi. Centrocampisti: Batista, Cupini, D’Amico, Marini, Moccia, Piraccini, Vella, Vinazzani. Attaccanti: Giordano, Laudrup, Meluso, Piga. Allenatori: Morrone, (poi subentrato) Carosi.

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