LA MAGLIA

Iniziava l’era Chinaglia, con uomi­ni nuovi e con una nuova visione d’imprenditorialità nel calcio di stam­po americana. Oltre al potenziamento della squadra, Chinaglia al­lestiva uno staff di primo livello specializ­zato nel marketing e nella cura del mer­chandising del club. L’aquila sti­lizzata si prestava benissimo ad essere immortalata su qualsiasi tipo di prodotto. La splendida “maglia bandiera” con l’aquila stilizzata ammirata nella stagione passata non convinceva Giorgione, ancora legato alla casacca di tipo tradizionale a tinta unita stile Anni ’70. Il gradimento dei tifosi per la “maglia bandiera” aveva fatto riflettere l’entourage del marketing della Lazio convincendo Chinaglia a mantenere il logo sociale con l’aquila stilizzata, tuttavia Long John la spuntava sul ritorno allo stile classico della maglia a tinta unita celeste con bordi bianchi. Si decise allora di conservare qualcosa della “maglia bandiera”, racchiudendola all’interno del nuovo logo sociale di forma romboidale realizzato anche a fini commerciali. L’Ennerre a questo punto si trovava di fronte ad un bel rompicapo da sciogliere, ossia realizzare una maglia tradizionale stile Anni ‘70, tanto cara a Giorgio, ma che richiamasse (commercialmente parlando) la “maglia bandiera”. L’aquila stilizzata che nella stagione 1982/83 dominava il petto dei calciatori, venne posizionata sul retro della divisa nelle dimensioni più ridotte, all’altezza delle spalle. Per la prima maglia (tanto cara a Chinaglia), la tonalità di celeste prodotta risulta leggermente più chiara rispetto alla maglia del ‘74, infatti i numeri bianchi cuciti sulla maglia, dopo alcune giornate (Lazio-Juventus 0-1 e Lazio-Avellino 2-1) vennero sostituiti da numeri di colore blu navy, più riconoscibili per quel tipo di tonalità utilizzata. Il tessuto della maglia prevalentemente utilizzato è in lanetta rasata, la cui composizione tecnica è acrilico. Polsini in maglina bianchi e colletto con ampia fascia celeste. Sponsor ufficiale presente sulla maglia per il secondo anno consecutivo si conferma la Sèleco, leader del mercato dei televisori in Italia del gruppo Zanussi. Il logo Ennerre è in cotone ricamato e cucito sulla maglia. L’emblema del club in vernice è stampato sulla maglia. Lo sponsor Sèleco e l’aquila stilizzata sopra le spalle sono sempre in vernice, di colore blu navy.  I numeri da gara sono realizzati in cotone e cuciti sulla maglia nel classico stile Ennerre a “zig-zag”. La seconda maglia bianca è l’esatto negativo della prima maglia. Per la fornitura delle maglie riservate ai portieri l’Ennerre produce diverse divise, dai colori differenti.

 

Una prima maglia della stagione, con emblema sociale ricamato

Per questa stagione il logo della Lazio viene stampato in vernice con la tecnica della serigrafia. L'Ennerre però, volle rendere di maggior pregio quello stemma, realizzandolo interamente ricamato per alcune mute dei biancocelesti. Particolare curioso riscontrabile in alcune mute è la contemporanea presenza della patch ricamata applicata sopra lo stemma realizzato in vernicetta.

Una seconda maglia della stagione

La maglia da trasferta è esattamente il negativo della versione casalinga, a tinta unita bianca con col¬lo “a V” e polsini celesti. I numeri da gara utilizzati nella stagione sono in cotone di colore blu navy, tranne per le prime partite di inizio stagione (Verona- Lazio 4-2, Lazio-Inter 3-0 e Sampdoria-Lazio 1-1) che vennero realizzati di colore celeste in materiale tipo panno. Tutte le maglie invernali prodotte in questa stagione sono in lanetta, mentre la versione a maniche corte è in tessuto misto acrilico e cotone, risultando più leggera al tatto.

Una divisa da portiere della stagione

Per la fornitura delle divise riservate ai portieri l’Ennerre realizzò diverse varianti nel design e nelle tonalità cromatiche. I colori più gettonati da Cacciatori ed Orsi furono il modello giallo con le maniche nere, l’amaranto con le maniche grigie, la grigia con le maniche nere e la verde con maniche grigie. Ad inizio stagione il portiere Cacciatori scelse una casacca a tinta unita blu navy con collo “a V” e polsini celesti.

Una prima maglia della stagione, a maniche lunghe

Anche la versione a maniche lunghe per alcune gare presentava il logo ufficiale del club ricamato su una toppina cucita sulla maglia.

Una maglia scelta per il "Chinaglia Day"

Il sogno di Giorgio Chinaglia di tornare alla Lazio da protagonista divenne realtà. Long John, affermato calciatore anche in America e soprattutto testimonial del soccer Usa dal 1976 al 1983, cullava da sempre l’idea di un ritorno da eroe alla Lazio. Giorgio, come spesso aveva confidato ai propri amici, era rimasto molto dispiaciuto di non aver mai salutato i tifosi laziali con una partita d’addio. Poco dopo la sua nomina a presidente, Long John cominciava lavorare alla realizzazione dell’evento chiamato “Chinaglia Day”. Venne contattata la sua ex squadra, i Cosmos, per fare da “sparring partner” alla sua Lazio. L’idea di Giorgio era quella di giocare il primo tempo con la maglia dei Cosmos ed il secondo tempo (l’ultimo, di addio) con la casacca biancoceleste. Un evento “ad hoc” curato nei minimi particolari e con un copione spettacolare, in perfetta sintonia con lo stile americano: con tanto di majorettes, palloncini, tabelloni luminosi che inneggiavano a Giorgio Chinaglia. Domenica 16 ottobre 1983 oltre 40 mila tifosi laziali riempivano l’Olimpico per rendere il proprio tributo all’idolo di sempre, alla sua ultima apparizione in veste di calciatore della Lazio. L’incontro amichevole Lazio-Cosmos, che costituiva il “piatto forte” della festa, veniva presentato in maniera inedita per quei tempi. L’altoparlante annunciava i nomi dei calciatori, che uscirono uno alla volta dal sottopassaggio dello stadio Olimpico all’americana. Per ultimo, ovviamente, spuntava Long John con la maglia e la fascia di capitano dei Cosmos, un’emozione indescrivibile per tutti, il giocatore veniva letteralmente sommerso da centinaia di sostenitori accorsi in campo per abbracciarlo e per consegnargli mazzi di fiori, mentre sventolavano al cielo bandiere laziali ed americane. Curiosamente per l’evento del “Chinaglia Day”, le due squadre scesero in campo con le loro seconde maglie: bianche per la Lazio e blu per i Cosmos.

Una "prototipo" di prima maglia con numerazione bianca. Maglia donata dalla famiglia Fabiani (Marksport)

L'Ennerre diversi mesi prima dell'inizio della nuova stagione, presentava alla Lazio, alcuni prototipi (mai indossati in campo) delle divise per il successivo campionato, che venivano visionati dall'ufficio marketing biancoceleste. Nelle grafiche la maglia presente nel catalogo Marksport dell'epoca.

Una prima maglia della stagione con il logo sociale serigrafato

La stagione

Il 13 luglio 1983 Giorgio Chinaglia viene eletto presidente della Lazio. Arrivano i due stranieri previsti dalle norme vigenti: il brasiliano Joao Batista ed il danese Michael Laudrup. Chinaglia conferma Morrone in panchina. Il campionato parte male, tranne il 3-0 rifilato all’Inter. Le critiche si acuiscono dopo la sconfitta nel derby. Morrone viene contestato aspramente e viene sostituito da Carosi dopo l’ennesimo tracollo a Napoli. Giordano resta fuori per quattro mesi, ma fa in tempo a rientrare nelle ultimi match e siglare i gol decisivi negli scontri diretti con il Napoli ed il Pisa. Il presidente Chinaglia promette al suo popolo: «mai più una stagione cosi!».

 

La Rosa

Portieri: Cacciatori, Ielpo, Marigo, Orsi. Difensori: Calisti, Chiarenza, Della Martira, Filisetti, Manfredonia, Miele, Piscedda, Podavini, Spinozzi. Centrocampisti: Batista, Cupini, D’Amico, Marini, Moccia, Piraccini, Vella, Vinazzani. Attaccanti: Giordano, Laudrup, Meluso, Piga. Allenatori: Morrone, (poi subentrato) Carosi.

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