LA MAGLIA

Con l’assegnazione di nove punti di penalizzazione da scontare nel campionato di Serie B, serve qualcosa che compatti l’ambiente, per dare identità ad una squadra chiamata a compiere un’impresa leggendaria. Lo scampato fallimento del club e la mancata vendita di prodotti nella stagione precedente segna anche la fine del connubio con lo storico sponsor tecnico Ennerre, con il quale si decide di non rinnovare il contratto di fornitura tecnica. La Lazio in quel momento è senza abbigliamento sportivo. Non rimane allora che affidarsi ad Angelo Torda, il fedele factotum da sempre vicino alle sorti della società e proprietario della ditta “Tuttosport, articoli sportivi” che fin dagli Anni ‘70 forniva le maglie alla Lazio. I fratelli Calleri, di origine piemontese, conoscevano benissimo le realtà locali fra le quali quelle di un’azienda sportiva leader come la Robe di Kappa, sponsor tecnico della Juventus. Viene formalizzato l’accordo con la Tuttosport per una sola stagione, in modo da poter lavorare per l’acquisizione del nuovo fornitore “Robe di Kappa”. La casacca dei “meno nove” è il remake della versione ideata dalla Marksport e realizzata dall’Ennerre nella stagione 1982/83. Per la realizzazione tecnica della maglia Angelo Torda, presidente della Tuttosport, si rivolge ad Angelo Gandolfi, fondatore dell’azienda di abbigliamento sportivo “ABM”, in provincia di Parma. La maglia della stagione 1986/87 differisce da quella prodotta nel ‘82 dall’Ennerre per il tessuto (lanetta per l’ ”NR” e poliestere per quella Tuttosport) e per qualche dettaglio. L’aquila stilizzata percorre tutto il petto e continua il suo disegno sulle maniche. Il collo “a V” è bianco ed il colletto è celeste. I numeri da gara applicati a caldo sulla maglia sono in vellutino di colore blu con il logo Tuttosport inciso al loro interno. Sponsor commerciale è il gruppo bancario “Cassa Di Risparmio di Roma”. Per la prime due partite di campionato Parma-Lazio 0-0 e Lazio-Messina 0-1 e nell’ultima partita più importante e decisiva della storia della Lazio, lo spareggio Lazio-Campobasso 1-0, la Lazio scese in campo con una “patch” bianca sulla maglia che riportava la scritta Cassa di Risparmio di Roma stampata in nero. In molti si sono chiesti come mai la Lazio sia ricorsa a questo stratagemma tecnico-grafico. La risposta sta nel fatto che nella prima fase della Coppa Italia lo sponsor ufficiale venne realizzato con il logo dell’istituto bancario dalla grafica tondeggiante, ma scarsamente visibile e riconoscibile a distanza. Si ricorse mediamente ad una revisione della scritta da riportare sulle divise che evidenzio maggiormente la scritta Cassa Risparmio Roma. Le divise erano pronte e così la società per una questione di costi, fece applicare delle patch termoadesive sulle maglie che già presentavano il logo istituzionale della banca. Dalla terza di campionato, fino alla penultima partita della stagione, la patch adesiva sparisce e le maglie si presentano tutte con lo sponsor serigrafato direttamente sulle casacche.

La prima maglia della stagione

La seconda maglia della stagione

Per la prima volta nella storia della Lazio, la seconda maglia realizzata è di colore giallo. Lo sponsor, l’aquila stilizzata ed il numero da gara di colore blu royal.

Una maglia da portiere, realizzata per Terraneo

La casacca indossata dai portieri originariamente doveva essere grigia, verde o rossa, con l'aquila stilizzata di colore celeste. Giuliano Terraneo, estremo difensore dell’epoca scelse una maglia personale, (con marchio Reush di cui era “testimonial”) utilizzata
nei seguenti colori: verde, gialla e grigia. Inoltre, una grande “patch” bianca stampata sulla maglia riportava lo sponsor ufficiale: la "Cassa di Risparmio di Roma".

La prima maglia della stagione, a maniche lunghe

La maglia a maniche lunghe prodotta dalla "Tuttosport", presenta alcune differenze rispetto a quella prodotta originariamente dall'Ennerre nella stagione 1982/83. Una delle più evidenti si riscontra nelle maniche che, dall'altezza del gomito fino al polso sono celesti a differenza di quelle Ennerre che erano interamente bianche.

Una versione delle maglie dei portieri della Primavera

La maglia indossata dai portieri della squadra Primavera è realizzata nei seguenti colori: rossa, gialla e grigia con l’aquila stilizzata stampata di colore celeste.

La stagione

Dopo le dolorose vicende che coinvolsero la Lazio nello scandalo del calcioscommesse, tre personaggi fondamentali salvarono la “Prima squadra della Capitale” dal fallimento: Renato Bocchi ed i fratelli Calleri. Nell’estate rovente del 1986 la Lazio viene retrocessa in Serie C, ma la condanna è attenuata dalla Caf che conferma la Serie B, ma con 9 punti di penalizzazione. L’ultima, drammatica partita, è in casa col Vicenza e viene decisa da Fiorini all’ottantaquattresimo. Non basta, è spareggio, a Napoli, con Taranto e Campobasso. Di fronte a 35.000 tifosi laziali, il Taranto batte la Lazio rendendo drammatico lo scontro col Campobasso: un altro gol che entra nei libri di storia biancoceleste lo segna Fabio Poli e quella Lazio si salva e diventa immediatamente leggenda. Scompare l’ex presidente Umberto Lenzini.

La Rosa

Portieri: Bastianelli, Ielpo, Terraneo. Difensori: Brunetti, Calisti, Delucca, Filisetti, Foschi, Gregucci, Marino, Piscedda, Podavini. Centrocampisti: Acerbis, Camolese, Caso, Dell’Anno, V. Esposito, Falessi, Fonte, Gentilini, Magnocavallo, Marini, Pin, Sgarbossa. Attaccanti: Fiorini, Mandelli, Poli, Piconi, Rizzolo, M. Schillaci. Allenatore: Fascetti.

 

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